In "Americani" Alec Baldwin, deve motivare un gruppo di agenti immobiliari un po' spompati e decide di farlo con una certa durezza. Questo film ci propone un approccio forse un po' distante dai ritmi più mediterranei della nostra penisola e decisamente indigesto, mostrandoci contraddizioni ed eccessi di un sistema fin troppo votato al successo.
sabato 15 giugno 2013
venerdì 14 giugno 2013
Agenti immobiliari al cinema! 2
Annette Bening, candidata all'oscar per la sua interpretazione in America Beauty, ci mostra le frustrazioni legate a questa professione con quel tono tragicomico che percorre tutto il film.
Agenti Immobiliari al cinema!
Carlo Verdone ci mostra, con grande simpatia, l'immagine dell'agente immobiliare così come non dovrebbe essere, rilevando, nella sua rappresentazione, alcuni degli atteggiamenti patologici della professione.
Un approccio umoristico che solleva però diversi spunti di riflessione. Non trovate?
L'accollo del mutuo
L'accolo è regolato dall'art. 1273 del c.c. e viene considerato un contratto a favore di terzi.
I contraenti sono cioè il nuovo debitore ed il vecchio debitore (acquirente e venditore), il terzo è il creditore (la banca, la finanziaria... ).
il creditore può decidere di "aderire" all'accollo liberando il vecchio debitore o di non aderire
ed in questo caso il vecchio debitore non verrà liberato.
Si parla per questo di accollo liberatorio (che libera il vecchio debitore) e di accollo cumulativo (che non libera il vecchio debitore).
I contraenti sono cioè il nuovo debitore ed il vecchio debitore (acquirente e venditore), il terzo è il creditore (la banca, la finanziaria... ).
il creditore può decidere di "aderire" all'accollo liberando il vecchio debitore o di non aderire
ed in questo caso il vecchio debitore non verrà liberato.
Si parla per questo di accollo liberatorio (che libera il vecchio debitore) e di accollo cumulativo (che non libera il vecchio debitore).
l'accollo cumulativo viene direttamente inserito nell'atto di
acquisto/permuta dal notaio. A seconda delle prescrizioni contenute sul
contratto di mutuo il notaio o le parti dovranno darne comunicazione
all'istituto mutuante entro un determinato lasso di tempo.
per la liberatoria è invece necessaria l'istrutturia di una vera e
propria pratica che, a seconda della banca, potrebbe richiedere anche
svariate settimane di lavorazione.
Rispetto all'apertura di un nuovo mutuo l'accollo può comportare alcuni vantaggi:
1) Risparmio delle spese notarili dell'atto di mutuo, istruttoria, perizia, imposta sostitutiva.
2) Spread spesso più convenienti di quelli attuali (fino a 5/6 anni fa sul variabile erano reperibili spread inferiori all' 1,5% mentre attulamente in media si attestato tra il 2,5% ed il 3,5%).
1) Risparmio delle spese notarili dell'atto di mutuo, istruttoria, perizia, imposta sostitutiva.
2) Spread spesso più convenienti di quelli attuali (fino a 5/6 anni fa sul variabile erano reperibili spread inferiori all' 1,5% mentre attulamente in media si attestato tra il 2,5% ed il 3,5%).
Le banche spesso rifiutano l'accollo liberatorio anche in presenza di opportune garanzie o lo accettano solo
a patto di porre mano alle condizioni originarie. Anche in questo secondo caso potrebbe comunque essere interessante
valutare l'operazione.
L'accrescimento dell'usufrutto
Quando una coppia di coniugi anziani dispone del diritto di usufrutto e uno dei due viene a mancare non è detto che il nudo proprietario divenga automaticamente pieno proprietario sul 50% dell'immobile.
Bisogna infatti verificare se il diritto di usufrutto sia congiunto con reciproco diritto di
accrescimento a favore del più longevo dei coniugi. In questo caso, e solo in
questo caso, alla morte di uno dei due, il superstite diventa usufruttuario sull'intero con obbligo di assolvere
integralmente al pagamento dell'imu ma anche il diritto di non dover rendere conto al nudo proprietario nè per l'uso personale del bene, nè in caso di sua locazione.
Distacco dall'impianto centralizzato di riscaldamento
Con al recente riforma del condominio, se nel regolamento non risulta espressamente presente il
divieto al distacco dall'impianto centralizzato, la rinuncia all'uso del
riscaldamento comune non è di regola subordinata ad una autorizzazione
da parte dell'assemblea, chiamata semmai a valutare unicamente la
sussistenza dei presupposti legittimanti il distacco, ovvero che dal
distacco non derivino nè un aggravio di spese per coloro che continuano
ad usufruire del riscaldamento centralizzato, nè un danno alla
funzionalità dell'impianto o uno squilibrio termico atto a pregiudicare
l'erogazione del servizio. L'onere della prova incombe esclusivamente su
colui che intende distaccarsi.
Colui che opera il distacco resta comunque obbligato a concorrere alle spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la conservazione e messa a norma, non partecipa invece alle spese di consumo o di esercizio ma questa esclusione non è necessariamente totale, proprio a causa delle eventuali dispersioni termiche e degli eventuali maggiori oneri derivanti agli altri condomini a causa del distacco.
Colui che opera il distacco resta comunque obbligato a concorrere alle spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la conservazione e messa a norma, non partecipa invece alle spese di consumo o di esercizio ma questa esclusione non è necessariamente totale, proprio a causa delle eventuali dispersioni termiche e degli eventuali maggiori oneri derivanti agli altri condomini a causa del distacco.
sabato 9 febbraio 2013
Proposta di riforma del fisco immobiliare
Negli ultimi 2 anni abbiamo assistito
ad una profonda riforma della tassazione immobiliare con
l'introduzione della Cedolare Secca e della nuova IMU.
Qualunque possa essere la valutazione
politica sulle nuove imposizioni, l'analisi sui dati ci consente di
affermare che, per i grandi patrimoni, l'applicazione del nuovo
regime potrebbe addirittura permettere un risparmio economico.
Un esempio può chiarire facilmente
questa affermazione.
Il proprietario, posizionato nello
scaglione IRPEF del 38%, di 10 appartamenti a reddito, con rendita
catastale di 900,00 euro ciascuno e canone di locazione percepito di
circa 600,00 euro mensili, rispetto ad un paio di anni fa si troverà
a dover versare di IMU, massimo € 16.027,00 contro i
precedenti € 6.615,00 ma avrà una tassazione sui canoni percepiti
di € 15.120,00 contro i € 25.200,00 precedenti alla cedolare
secca, con un saldo positivo di € 668,00 all'anno che, nella
realtà, può agevolmente crescere laddove i comuni abbiano stabilito
delle aliquote IMU inferiori a quella massima, per le abitazioni
locate (nella provincia di Rimini in circa il 60% dei casi).
Chi invece ha dovuto sobbarcarsi
l'inasprimento della pressione fiscale sono gli appartenenti al ceto
medio, proprietari unicamente di una casa od, eventualmente, di un
ulteriore immobile. E' innegabile infatti che la cedolare secca
permetta minimi benefici fiscali a quanti rientrino nel secondo
scaglione di imposizione IRPEF (27%) e decidano di locare un immobile
a disposizione mentre l'IMU sulla prima casa ha incrementato il
carico fiscale di quanti, fino al 2012 erano dispensati dal
pagamento.
Lasciando alla politica il compito di
valutare le possibili coperture, di seguito segnaliamo quei
provvedimenti che, secondo chi scrive, potrebbero offrire benefici ai
cittadini ed allo stesso tempo dare un impulso al settore immobiliare
profondamente colpito dall'attuale crisi economica.
IMU
L'IMU sull'abitazione principale non è
di per sé ingiusta per quanti dispongano di un numero consistente di
immobili, mentre assai spesso rappresenta un impegno gravoso per chi
di case ne possegga solo una. Basterebbe quindi esentare
completamente i proprietari di un'unica abitazione per cercare di
ottenere una maggiore equità.
Sarebbe altresì corretto rivedere
la questione delle pertinenze. Oggi chi possiede un piccolo
appartamento come abitazione principale con un garage singolo ed un
posto auto, dovrà pagare per il posto auto come seconda casa, a
differenza magari del proprietario di una villetta monofamiliare con
un ampio giardino nel quale poter parcheggiare. Questo accade perché
la legge stabilisce che le pertinenze possano essere assimilate
fiscalmente all'abitazione principale per un massimo di una per ogni
categoria catastale c2, c6 e c7. Poiché il posto auto ed il garage
apparterrebbero alla medesima categoria catastale, una delle due
pertinenze non potrebbe usufruire di nessuna agevolazione. Sarebbe
molto più corretto stabilire un limite alle 3 pertinenze,
prescindendo dalla destinazione catastale, sia per l'imposizione
dell'IMU ma anche per il conteggio delle imposte d'intestazione.
AGEVOLAZIONI PRIMA CASA ED
ABITAZIONE PRINCIPALE
L'acquirente della
prima casa ha attualmente a disposizione le seguenti agevolazioni:
- imposta sostitutiva per il mutuo 0,25% contro il 2%
- Iva al 4% o l'imposta di registro al 3% contro il 10%
- le detrazioni sugli interessi passivi e le spese del mutuo 19% sul tetto massimo di € 4.000,00 euro annui
- la detrazione dell'agenzia immobiliare al 19% sul tetto massimo di € 1.000,00
Si potrebbe fare
qualcosa di più. Ad esempio sulle detrazioni degli interessi passivi
del mutuo che gravano enormemente su quei giovani che, per la loro
età, abbiano la possibilità oltre che la necessità di allungare
oltremodo la durata del finanziamento. Sui mutui a 30 anni infatti,
con l'ammortamento alla francese che è quello ricorrente e che
consiste nel pagare prima prevalentemente gli interessi e poi il
capitale, già un finanziamento di 130.000,00 euro prevede lo
sforamento del tetto dei 4.000,00 di poche centinaia di euro all'anno
per i mutui variabili, di qualche migliaia di euro per quelli a tasso
fisso.
Una proposta
interessante potrebbe essere quella di innalzare il tetto massimo
degli interessi detraibili ad € 6.000,00 per i giovani che decidano
di comprare casa con età inferiore a 35 anni.
Un'altra proposta
interessante sarebbe quella di creare una detrazione a parte per le
spese sostenute in funzione dell'accensione di un mutuo. Attualmente
queste spese, finendo nel calderone della detrazione che comprende
anche gli interessi passivi, possono essere detratte solo quando il
mutuo venga sottoscritto sul finire dell'anno in quanto l' esiguo
ammontare degli interessi calcolati al 31 dicembre permetterebbe di
incorporare nei 4.000,00 euro attuali anche le spese per l'apertura
del mutuo. Questo risulta di fatto quasi impossibile aprendo il
finanziamento ad inizio anno per via del montante interessi che già
da solo potrebbe integralmente raggiungere il tetto massimo a cui la
detrazione è ancorata. Sarebbe quindi opportuno creare una
detrazione del 19% con un tetto massimo di € 2.000,00 per le spese
di mutuo scorporata da quella per gli interessi passivi.
Anche la
detrazione per l'agenzia immobiliare risulta quasi ridicola. Su un
valore medio di 150.000,00 euro, le agenzie percepiscono da €
3.000,00 a € 4.500,00 oltre l'IVA che, al 21%, incide per €
630,00 sulla fattura da 3.000,00 e € 945,00 su quella da 4.500,00.
Potrebbe essere appropriato estendere l'IVA agevolata al 4% sulla
fattura dell'agenzia immobiliare per l'acquisto della prima casa,
eliminando la detrazione e sempre che l'acquirente dichiari sul
compromesso registrato l'impegno a rogitare l'immobile con le
agevolazioni della prima casa.
Sulle nuove
costruzione, che sono soggette ad un'imposizione maggiore di quella
prevista per gli acquisti da privato (ricordiamo che la base
imponibile per l'imposta di registro sull'acquisto della prima casa
si determina moltiplicando la rendita catastale per 115,5 , quindi
mediamente inferiore di oltre il 50% al valore venale del bene che
costituisce invece la base imponibile per l'IVA del costruttore),
un'iniziativa importante e già in passato promossa potrebbe essere
quella di stabilire una detrazione nell'ordine di 5.000,00 euro da
spalmare in 10 anni per le abitazioni acquistate con le agevolazioni
prima casa purché rientrino nella Classe Energetica A+, A o B.
Si otterrebbe così anche un incentivo per l'edilizia più sensibile
al tema dell'ecologia.
Un'ultima
iniziativa potrebbe essere quella di istituire un fondo in grado
di garantire l'erogazione di mutui prima casa alle giovani famiglie
che non dispongano di contratti lavorativi a tempo indeterminato.
Tra le tante
promesse di destra e sinistra, queste iniziative potrebbero apparire
di assoluta fattibilità... tra le tante promesse.
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